Marco e Alberto sono ritornati a casa, il loro viaggio era pedalare tutta la Carretera Austral; così visto anche il tempo piovoso dopo un giorno di riposo a El Chalten di prima mattina con una giornata di sole riparto verso sud direzione El Calafate. La strada è liscia e poco trafficata con lunghi ed interminabili rettilinei dove non vedi la fine.

Mi volto indietro e guardo per l’ultima volta il Fitz Roy un ricordo indelebile. La pedalata è facilissima, le gambe girano da sole e sfioro i 40kmh inpianura! Penso che il giorno di riposo sia stato decisivo per riprendere le forze dopo la giornata impegnativa di O’Higgins.

Anche quando la strada inizia a salire continuo a spingere i rapporti alti del cambio quasi senza fatica, solo una leggera pressione sui pedali e vai come il vento, certo il vento; me ne accorgo quando mi fermo un momento per mangiare qualcosa e il vento che arriva alle spalle quasi non mi fa stare in piedi. Capisco perchè andavo cosi forte.

Gli 80 km che separano El Chalten al bivio con la Ruta 40 sono volati in meno di tre ore. Il cartello dell’incrocio è lì quasi a significare che adesso cambia il mondo. La ruta 40 gira a destra e il vento ora è sulla faccia; una sensazione immediata di dover combattere contro la natura. La velocità ora è di 4/6 kmh e quando arriva la raffica più forte sei fermo.

Cerchi di capire come pedalare, se spingere o andare leggero; opto per la seconda anche perché le gambe non sosterrebbero per molto tempo questa spinta. La fatica è forse più mentale che fisica, inizi a riflettere su quanti chilometri potrai fare in quelle condizioni, bisogna solo cercare di pensare ad altro e prenderla con calma, prima o poi si arriverà.

Ho percorso dall’incrocio 25 km e sono passate altre 3 ore, la Leona è una specie di autogrill della pampa, una posta di altri tempi, decido di fermarmi lì per la notte. Sono le 4.40 del mattino Yak il ciclista estone che avevo incontrato nei giorni scorsi sta ripartendo forse vuole fare tanta strada approfittando della calma del vento.

Ho problemi con la catena e grazie ai video che mi manda da Foligno Simone mio meccanico di fiducia riparo il tutto nella stanza della Leona ingrassandola come una vera officina ma ora posso ripartire verso El Calafate. Un giorno grigio con nuvoloni neri bassi sull’orizzonte ma fortunatamente niente pioggia e poco vento.

Il paesaggio è completamente cambiato dalla Carretera, qui siamo nella steppa patagoniaca argentina. Nessuna anima viva se non qualche umano all’interno di mezzi a motore. Gli ultimi 32 km per arrivare sono controvento e molto noiosi ma stasera sò che abbraccerò i miei che arrivano da Buenos Aires!

















































