I ragazzi di Alba che ho incontrato alcuni giorni fa percorrono la stessa strada e quindi decido di fare la tappa con loro. La giornata è splendida nessuna nuvola in un cielo terso e azzurrissimo. La Carretera Austral in questa zona è tutta di ripio e anche se per fortuna il vento di ieri si è placato oggi saranno buche, pietre e strappi in salita a farla da padrone.

Alberto ha un passo più veloce e ogni tanto rallenta per aspettarmi, Marco ha pensato di chiedere un passaggio a un pickup per limitare chilometri e fatica. La strada costeggia il Rio Ibanez e ogni tanto le palette con la scritta rossa pare degli stradini che lavorano lungo la Carretera ci fermano lasciandoci passare quando compare il verde siga.

Il ripio è il lait motive del giorno, alcuni tratti sono facili da pedalare perché il fondo terroso é compatto e liscio, in altri punti le pietre sono di dimensioni maggiori e con un spessore che non permette un equilibrio stabile, in altri ancora la strada bianca ha buche e scannellature provocate dal passaggio delle gomme che mettono a dura prova il posteriore.

Qui a differenza delle zone a nord non ha piovuto e la Carretera è molto polverosa; camion carichi di ogni genere ti sorpassano o ti incrociano in una nuvola di polvere bianca che non ti permette di vedere davanti; anche i vestiti diventano bianchi e il sudore si attacca sulla faccia.

Si segue il Rio Murta, fiume con un acqua azzurro cobalto; ogni tanto ci si ferma per bere, mangiare qualcosa e soprattutto far riposare le natiche.
La vista del Lago General Carrera rigenera il fisico provato; il lago, il più grande del Cile, sconfina in Argentina dove si chiama Lago Buenos Aires. Bellissimo, azzurro, circondato da cime innevate, uno spettacolo!

Mancano gli ultimi sali e scendi tra la polvere per arrivare a Puerto Rio Tranquilo dopo 120 chilometri di fatica ma dove domani trascorrerò un giorno di sosta molto tranquilo prima di riprendere il viaggio.