La legna che Julia ci ha fornito per accendere la stufa non è arrivata a nuovo giorno; la cabanas è diventata nella notte una specie di sauna finlandese per asciugare vestiti e ossa.

Villa O’Higgins è un paese circondato da montagne dove ghiacciai perenni sovrastano una serie infinita di laghi. Niente altro se non la fine della Carretera Austral e da diversi chilometri sto pensando perché Pinochet l’ ha voluta far arrivare fino a qui, fino a questo lago sperduto non transitabile con i mezzi.

Ho una prenotazione per domani per attraversare il Lago con il ferry ma condizionata dalle condizioni meteo. Infatti non si parte, il Capitano (non si sa bene di cosa) ritiene che ci sia troppo vento e quindi tutti fermi. Ci sono turisti che aspettano da quattro giorni e ho il dubbio che fino a che tutto il paese non sarà completo e il supermercato vuoto non si parte; in fondo dobbiamo anche sostenere l’economia di queste zone remote.

Non ci resta che aspettare e che cosa fanno tre ciclisti italiani segregati in una cabanas cilena a 15000 km. da casa? Mangiano e bevono! Il supermercato è di fronte, dall’altro lato della strada, quasi una dispensa privata a pagamento; si decide cosa cucinare, si fa la spesa, si torna perché manca sempre qualcosa, ormai siamo dei clienti abituali, la signora ci chiama per nome. Il Capitano ha detto ancora no e quindi giù di nuovo a cucinare, questa volta per abbinare le ultime possibilità enologiche offerte dal negozio.

Il vento forse sta calando, si iniziano a vedere per strada i cani che altrimenti spariscono riparandosi, un giretto in bici per smaltire e per ricordare e finalmente arriva il SI, domani si attraversa il Lago O’Higgins!

Sono passati quasi tre giorni che hanno rallentato un pò i programmi ma in fondo con Alberto e Marco sono trascorsi piacevolmente tra tante risate e bottiglie di vino; anche questo è viaggiare!