Le birre erano molto buone, vista la dormita tranquilla, e sulla strada mi fermo a salutare il mio amico birraio orvietargentino che sta infustando nella sua cervezeria. Oggi si attraversa per la prima volta il confine col Cile. La strada non è molta, meno di 60 km. e neanche con tanta salita ma in compenso lo stato del ripio e raffiche di vento in faccia fanno si che diventa faticosissimo pedalare. Dopo una ventina di chilometri vedo un insegna sulla strada che pubblicizza una azienda viticola.

Mi fermo e chiacchiero un po’ con Sergio, il produttore di Vinas Nant y Fall una delle cantine più a sud del mondo!Un bicchiere di pinot nero e di nuovo in sella. Il ripio a tratti è terribile, grosse pietre miste a buche e cumuli di ghiaia che insieme alle raffiche di vento mettono alla prova le tue gambe e l’equilibrio; la bici in queste condizioni diventa pesantissima e inguidabile al punto di cadere un paio volte senza grossi danni.


Si attraversa il Rio Futaleufú dove la corrente dell’acqua è contrastata dal vento contrario oltrepassando così il confine argentino/cileno.
