Da Cholila a Trevelin, inizia il ripio

La lamiera zincata che copre il tetto della Cabanas ha amplificato tutta la notta il rumore della pioggia quasi fosse un tifone. La mattina è fredda -1 e piovosa, ma nonostante Juan, il padrone della cabanas, mi dice che sono loco (matto) bisogna proseguire. Appena si lascia Cholila la strada diventa ripio, uno sterrato dove le buche e i dossi provocati dal passaggio delle ruote fanno presagire grossi problemi agli ammortizzatori delle auto e alle mie natiche.

Il ripio lungo il Lago Rivadia

Ma il paesaggio, a differenza di ieri, è bello e dopo una sosta alla piccola dispensa di Villa Lago Rivadia dove un cane solo (me) può acquistare un pò di pane e di queso per il viaggio.

Si entra nel Parque National Los Alerces e lì mi accorgo finalmente di essere in Patagonia!

Lago Futulafquen

Migliaia di ettari di foreste che circoscrivono laghi enormi dalle acque cristalline mosse da un vento incessante, uno spettacolo.

Lungo la strada 1
Lungo la strada 2

Il ripio è tosto da pedalare ma mitigato dalla vista; mi fermo per assaggiare il queso del cane davanti allo scorrere del Rio Arrayanes e penso alla bellezza del posto magari in una giornata di sole pieno.

Rio Arrayanes

Trevelin arriva dopo 112 km., un paesotto tranquillo tra le montagne dove il vento la fa da padrone. Una birra alla cervezeria artisanal per riprendermi dalle fatiche e come sempre si conferma quanto piccolo sia il mondo trovando il mastro birraio di origini orvietane con molte conoscenze in comune; tante chiacchiere e tanta birra, ma a letto presto, domani il programma mette “giornata rossa”, una delle più pesanti dell’ intero viaggio.

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