Da Porvenir a Paso San Sebastian

Mancano meno di 500 chilometri alla fine del Patagonia Bike 2020, ancora 4 o 5 giorni di bici, dipende dal vento. Una volta raggiunto Rio Grande potrò iniziare a pensare di essere quasi arrivato ma i 240 km. che dovrò percorrere da Porvenir sono quelli che decideranno. 100 di ripio poi 40 di asfalto fino alla frontiera cilena poi 15 di nuovo di ripio fino a quella argentina per finire con 95 di pavimentos.

Ho scorte di cibo e acqua per poter fermarmi per la notte lungo la strada ma sarà il vento previsto in senso contrario che deciderà la durata del percorso. Il ripio da Porvenir costeggia la costa dello stretto di Magellano e alle 7 del mattino l’aria è ancora calma col sole che fa capolino tra le nuvole.

La vista del mare con lo sfondo dall’altra parte dello stretto della Cordigliera di Darwin coperta di neve è uno spettacolo e pedalare in questo ambiente rigenera la mente. E’ metà mattina e come sempre il vento aumenta purtroppo dritto davanti a me; le raffiche che ti arrivano quando sei sugli strappi del ripio ti fermano di colpo e quando la strada gira leggermente il vento soffia di traverso spostando la bicicletta.

Mancano ancora 60 chilometri all’asfalto e le macchine che incroci alzano una nuvola di polvere che non puoi non respirare. Intorno la vegetazione è bassa spazzata dal vento, alberi nessuna traccia. Decido quindi di proseguire e di arrivare al primo posto dove poter trovare un riparo per la notte: Paso San Sebastian la frontiera cilena. Gli ultimi chilometri benchè asfaltati non finiscono mai, hai il rumore del vento nelle orecchie da 11 ore e anche il sedere non ne può più; tre fette di pane e miele fanno da carburante per gli ultimi 15 km.

Finalmente dopo 140 chilometri in lontananza si scorge un piccolo agglomerato di case, la frontiera, un miraggio! Trovo posto in un hostal insieme a motoclisti italiani e americani e la cena yankee a base di hamburguesa ridà spirito positivo a una giornata faticosa.

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