Puerto Natales è una cittadina cilena affacciata su una delle tante insenature che l’Oceano Pacifico forma da queste parti, meta di tanti turisti che fanno base per visitare il parco del Paine. Parto di buon ora salutando i miei che da oggi proseguiranno il viaggio in macchina.

Oggi mi aspetta una lunga pedalata per arrivare a Villa Tehuelces unico posto vissuto da umani sulla strada per Punta Arenas poi domani si continua a destinazione.

Quando ho preso informazioni sul viaggio sapevo che da queste parti la pianura è sconfinata e le strade avevano connotati di lunghe strisce che la solcavano ma mai avrei pensato a tanto. Giorni fa avevo incontrato lunghi rettilinei asfaltati dopo El Chalten e un senso di sconforto mi aveva preso nel pedalare senza vedere la fine. Ora mi sono abituato e addirittura vedere davanti la striscia gialla infinita mi da un senso di appartenenza a questa parte della Terra.

E’ cambiata la prospettiva anche quella di essere in bicicletta; di solito la strada davanti diventa un punto di orizzonte che scandisce la distanza; le curve e i tornanti ti fanno capire dove sei e dove stai andando, qui invece la strada è solo una striscia di asfalto che serve ad arrivare, non sai dove sei e se non guardi il navigatore sei perso nel nulla. Le nuvole sembrano batuffoli di cotone appesi con fili trasparenti e guardando l’orizzonte dalla prospettiva che danno al cielo azzurro ti fanno capire che la terra è tonda.

Non si pensa più alla strada, al percorso, si pensa solo che dopo un tot di chilometri arriverai a destinazione. Non si fanno previsioni di tempo, il vento può girare in un attimo e la striscia asfaltata che prima scorreva sotto le ruote con facilità sembra diventare improvvisamente appiccicosa.

Il contachilometri segna 145 ci dovremmo essere e infatti dietro al lungo dosso si intravedono le poche case di Tehuelces. La signora dell’unico lodge del paese mi da la camera, prende i 12000 pesos e sparisce per sempre lasciandomi con la compagnia dell’enorme cane San Bernardo.

Una bella doccia calda una bibita fresca alla caffetteria e poi….. poi niente; alle 20 Villa Tehuelces diventa un posto di fantasmi, nessun umano in strada, nessun modo di mangiare qualcosa. Non rimane che prepararsi una bella zuppa di pomodoro liofilizzata sotto lo sguardo incuriosito del cane.

Domani mattina si riparte, altri 100 chilometri un pò noiosi per arrivare a Punta Arenas.