Il viaggio continua, dopo l’escursione fantastica al Perito Moreno devo ripartire, mi aspettano due giorni e circa 250km per raggiungere il parco del Torres del Paine. Cristiana, Benedetta e Pietro invece hanno in programma oggi la navigazione del lago Argentino fino al ghiacciaio Upsala e domani ci incontreremo di nuovo a Cerro Castillo.

Il paesaggio è cambiato, alle verdi montagne della Carretera ora sono contrapposte immense distese di pianura, la steppa cilena patagonica. Lunghi rettilinei senza fine davanti a me, poco traffico e fortunatamente il vento prevalentemente arriva alle spalle; un senso di solitudine ogni tanto interrotto dalla vista di un branco di guanacos che ti guardano con curiosità o bovini allo stato brado.

Il salitone di 20 chilometri che mi aspetta dopo 50 chilometri mi mette pensiero ma un pò il vento favorevole un pò la vista delle Ande lontane me lo fanno superare con felicità. La strada diventa pianeggiante e il vento spinge;

El Cerrito arriva dopo 99 km. e in anticipo sulla tabella di marcia. Avevo programmato di dormire qui nel posto fisso AGVP, un sito provinciale dedicato a emergenze su strada ma in questi casi vale sempre il detto “un chilometro pedalato in più è uno in meno da fare domani”.

Decido di continuare anche se mi aspettano 67 km. di ripio in pessime condizioni ma il tempo è buono e il vento è calato un pò. La RP7 è una lunga striscia sterrata che attraversa con continui saliscendi una zona completamente disabitata; pietre incastonate nel terreno fanno saltare di continuo bici, bagaglio e sedere, un supplizio che si interrompe al momento di una foratura.

Sei solo in mezzo al nulla, sai che non passerà nessuno per le prossime ore e smontare bagaglio, ruota, copertone e riparare la camera d’aria non è proprio la migliore cosa che desideri, ma è così è il viaggio. Al vecchio posto di polizia abbandonato incontro una coppia di ragazzi argentini in tandem, la ragazza pedala sdraiata davanti al manubrio, il ragazzo pedala guida e frena. E’ sempre bello incontrare qualche ciclista, ci si scambia informazioni sulla strada, sul viaggio, in fondo un modo per non sentirsi soli.

Gli ultimi 30 km sono davvero tosti, il ripio peggiora non si riesce a trovare una linea migliore dove passare, anche il vento aumenta e adesso è davanti. Undici ore dopo la partenza finalmente arriva Tapi Aike, in realtà un incrocio tra la RP7 e la Ruta 40.

Presenza di un distributore di benzina, di un posto di polizia e di un posto fisso AGVP unico ricovero per la notte. Damian, il gestore mi fa “accomodare” nel container adibito a dormitorio; una doccia calda e la sua cucina per prepararmi la cena mi fanno dimenticare i lunghi 166 chilometri di oggi.