Se Chatwin avvesse avuto Facebook

In effetti la Patagonia è molto lontana, le venti ore tra voli scali e transfer non sono passate velocissime ma la lettura di “In Patagonia” di Bruce Chatwin le hanno fatte sembrare più piacevoli.

L’appartamento che ho affittato per due notti al 1005 di Frey a Bariloche è abbastanza accogliente se non si guarda fuori della finestra; branchi di cani randagi gironzolano indisturbati cercando anche qualche polpaccio di poveri ciclisti e le case/baracche che si affacciano sulla via fanno capire che qui la crisi economica argentina è cosa vera.

Oggi è un giorno di preparazione al viaggio. Dopo una bella dormita ci si prepara per le ultime cose, da domani si pedala e non c’è più tempo. La mattinata è fresca, ha nevicato sulle cime intorno al lago e il vento è sempre presente; il benzinaio per gonfiare bene le gomme, la banca per cambiare qualche dollaro, il ferramenta per un paio di accessori sono le mete. Ah dimenticavo la carta sim per avere un numero argentino.

Si perché oggi non possiamo rimanere scollegati dal mondo esterno! dobbiamo far sapere dove siamo! forse per motivi di sicurezza? Juan Manuel è un bel ragazzo moro tipico del sud america col suo badge ben in vista gestisce il negozio Movistar di Bariloche. Gli chiedo una sim; facile basta pagare 50 pesos (90 centesimi) ma poi? Mi dice che devo attraversare la strada andare al Kiosco e far ricaricare la carta così mi arriverà un sms da Movistar con un codice al quale devo rispondere con un altro codice! Bene fatto, non funziona. Torno da Juan ma mi dice che adesso devo accedere al sito di Movistar su Facebook e digitare un altro codice così che qualcuno dall’ altra parte della rete o del mondo? mi potrà chiedere di scattare così col cellulare una serie di foto della scheda sim, del mio passaporto, un selfie con il passaporto ben visibile, un indirizzo e quanto tempo vorrò utilizzare il telefono. ???

Mentre il baldo giovane smanetta col mio cellulare ripenso a Chatwin e a come era bello viaggiare 100 anni fa senza Facebook e i telefonini; sicuramente “In Patagonia” oggi sarebbe molto più scarno e freddo e le immagini, i luoghi e le persone che il suo scritto descrivono facendoti sognare sarebbero sostituiti da foto, selfie e link multimediali.

Spengo tutto (lascio solo il blog, Chatwin mi scuserà) e prendo la bici, il vento da nord ovest increspa i miei capelli e le acque del Lago Nahuel Huapi. Una bella birra Kunstman (Rio Negro è la provincia dove si produce la migliore birra argentina) mi riporta in Patagonia e da domani il viaggio proseguirà come quello di Chatwin.

Si parte!

E’ arrivato il giorno che da un anno e mezzo avevo programmato, ci si imbarca su un lungo volo della Aerolinas per raggingere San Carlos de Bariloche via Buenos Aires.

Come sempre prima di un viaggio, e che viaggio, si hanno in mente foto di luoghi visti sulla rete e si immaginano le giornate che saranno. Poi quando atterri tutto diventa diverso e quello che avevi in mente si cancella di colpo entrando nella realtà del viaggio.

A differenza dell’India Bike sono più tranquillo, la Patagonia sarà sicuramente meno affollata e caotica, forse incontrerò qualche altro cicloturista (in India penso che eravamo complessivamente in 3 su tutto il continente) e solo il pensiero del vento e la distanza mi danno un pò di adrenalina; ma da domani si vedrà. Il meteo sarà buono per un paio di giorni, clima primaverile, ma da martedì quando si sale in sella sarà pioggia. Meglio non farsi mancare niente all’inizio almeno si pensa subito che poi sarà più facile; viaggiare in bici è fisico 50% e 50% solo testa.

Sarà una bellissima pedalata che spero riuscirò a condividere; Ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato nel programma e nella preparazione ma in particolare Cristiana, Benedetta e Pietro che nonostante gli improperi legittimi mi permettono di dar corso a una mia grande passione.

Baci a tutti, mi imbarco!

La Patagonia del Sud

L’ultima parte del mio viaggio attraverserà la Patagonia del Sud in particolare le regioni argentine di Santa Cruz, della Tierra del Fuego e quella dello Stretto di Magellano in Cile.

Altri 1600 chilometri che inizieranno con la traversata del Lago O’Higgins alla fine della Carretera Austral; in salita spingendo la bici nella foresta per attraversare il confine cileno verso il Lago del Dieserto per ammirare il Fitz Roy.

Fitz Roy

Da El Chalten la strada si fa brulla nella ventosa steppa argentina per arrivare a El Calafate dove, insieme alla mia famiglia arrivata da Buenos Aires, visiteremo il ghiacciaio del Perito Moreno e il Parco Torres del Paine https://youtu.be/eVM2fARKUok.

Torres del Paine

Di nuovo pedalando verso sud sulla Ruta de fin del Mundo a Puerto Natales e Punta Arenas dove il ferry mi farà attraversare lo Stretto di Magellano per approdare nella Isla Grande.

Ancora qualche giorno tra venti violenti e paesaggi desolati per raggiungere la meta, Ushuaia dopo 40 giorni e 2900 chilometri.

La Carretera Austral

La Ruta 7 chiamata Carretera Austral sarà la parte centrale del viaggio.

Carretera Austral, il ripio

Una strada iconica costruita sotto il regime di Pinochet a partire dal 1976 e finita nel 2003 per collegare alcune tra le zone più remote del Cile. Incrocerò la Carretera a Villa Santa Lucia per pedalarla verso sud arrivando a La Junta e per incontrare poi l’Oceano Pacifico a Puyuhuapi. Seguendo i fiordi la strada salirà al Parque Nacional Queulat vedi https://youtu.be/WLcfjnYU4Pk per arrivare a Coyhaique la capitale della regione Aysen.

Catedral de Marmol, Lago General Carrera

Da qui lungo le sponde del Lago General Carrera e del Lago Bertrand raggiungerò Cochrane, Caleta Tortel e Puerto Yungay dove imbarcherò bici e bagagli sul primo ferry del viaggio (in tutto saranno quattro) per arrivare dopo una ulteriore bella pedalata a Villa O’Higgins dove la Carretera Austral finisce e io avrò aggiunto altri 960 chilometri.

La Patagonia del Nord

Non è facile descrivere in poche parole un viaggio lungo quasi 3000 chilometri. Sulla carta il Patagonia Bike 2020 è suddiviso in tre parti: la Patagonia del Nord, la Carretera Austral e la Patagonia del Sud.

Partirò da San Carlos de Bariloche nella regione del Rio Negro per proseguire verso sud sulla Ruta 40 passando nel Parque Nacional Nahuel Huapi http://youtube.com/watch?v=O0-zm7Us-fA fino a El Bolson per poi con la RP-71 nella provincia di Chubut arrivare a Cholila dove inizierò a pedalare sul “ripio” il faticoso sterrato stradale.

Da qui attraverso il Parque Nacional Los Alerces http://youtube.com/watch?v=CE_aJyFEb_k a Trevelin e poi passando per la prima volta il confine cileno nella regione di Los Lagos raggiungerò Futaleufu e Villa Santa Lucia dove incrocerò finalmente la Carretera Austral dopo aver pedalato i primi 450 chilometri.

Un viaggio nel vento

Il mio Patagonia Bike 2020 sarà un lungo viaggio da nord a sud che inizierà a Bariloche per raggiungere Ushuaia nella Terra del Fuoco dopo 2900 chilometri e sei settimane di bici attraversando quattro volte la frontiera tra Argentina e Cile.

Nella preparazione di ogni viaggio c’è Sempre una parte di suspense pensando alle cose che dovrai affrontare; in India era il traffico, il cibo, il dormire. In Patagonia ne ho una sola, il vento. Pedalando verso sud dovrei, almeno in teoria, avere i venti più favorevoli elemento fondamentale non solo per chi veleggia in barca ma per chi deve spingere una bici che pesa 45 kg.! Per questo motivo attraverserò le valli tra le Ande cilene e quelle argentine arrivando nella Tierra del Fuego spazzata dal vento solo nella ultima parte del percorso.

Che Eolo sia dalla mia parte!

Tra un mese…..

Si parte per la Patagonia e la Terra del Fuoco! E si, il 4 Gennaio volerò in Argentina per realizzare “il sogno del cicloturista”; da San Carlos de Bariloche fino ad Ushuaia in bici armato di tanto bagaglio, tenda e un pizzico di gestita follia per affrontare i quasi 3000 chilometri in uno dei paradisi terrestri tra Argentina e Cile.

Spero di avere tempo, wify e forza per continuare a scrivere questo blog in modo che in tanti possiate seguirmi. Sarà per me una pedalata più leggera che mi darà forza e mi farà sentire un pò meno da solo nella natura.